16/11/2001

Strano ritrovare il tuo abbraccio
e quel tuo sguardo malizioso
tinteggiato d’azzurro.
Oso carpire il tuo mistero
spaventata torno a rifugiarmi
dove un tempo si commosse la luna.

Viandanti euforici
nuotano ingordi
cantando Eros.

Piccolo, pedante
putrido granchio
scotenni il cuore
sevizi le carni

la potenza di un addio
si staglia sull’orizzonte.

Pallido volto riflesso d’autunno
i tuoi passi risvegliano i demoni
le tue mani accolgono gli angeli

cercami nel meriggio ombroso d’ottobre,
adagiami sulle foglie morenti

lasciare che la mia lingua ti solletichi
lasciare che la mia bocca ti assapori
lasciare che i miei denti affondino le tue carni
lasciare che i sensi si perdano.