Agguato nel Salento, ucciso un sedicenne L’assassino ha confessato

Pubblicato su Corriere della Sera

Agguato nel Salento, ucciso un sedicenne L’assassino ha confessato.

Il movente, una lita tra l’assassione e i tre fratelli
LECCE Ha confessato Pasquale Stifani, il diciottenne che questa notte ha amazzato un giovane di sedici anni a Taurisano, piccola cittadina del Salento. Il giovane ha inoltre ferito gravemente il fratello quattordicenne della vittima, che attualmente è all’ospedale in prognosi riservata. Si conclude così, “in meno di 12 ore dal delitto”, il mistero sull’omicidio del giovane salentino e sull’agguato che ha visto come vittime tre giovani fratelli mentre rincasavano.
RICOSTRUZIONE Tutto era iniziato con una lite avvenuta in tarda serata tra l’omicida e tre fratelli, rispettivamente di diciannove, sedici e quindici anni. Qualche pugno e molti insulti. Aveva avuto la peggio Stifani, che era stato messo in fuga dai tre fratelli. Ha deciso di vendicarsi. Ha recuperato una pistola calibro 7,65, ha preso la sua bicicletta e ha aspettato i tre davanti la loro abitazione, in via Caduti di Cefalonia. Una volta giunti, ha estratto la pistola e ha scaricato l’intero caricatore verso i corpi inermi dei giovani. Solo uno di loro è rimasto illeso mentre il sedicenne è morto e il quindicenne è rimasto gravemente ferito. E’ seguita una colluttazione tra l’omicida e il fratello diciannovenne che ha messo di nuovo in fuga Stifani.
BULLISMO “L’epilogo di questa triste vicenda – ha commentato il questore di Lecce, Giorgio Manari – da una parte ci conforta perchè non si tratta di un fatto collegato alla criminalità organizzata ma di un episodio di bullismo, dall’altra provoca in noi un profondo dispiacere perchè è stato causato, secondo quanto emerge dalle indagini, dalla semplice voglia di un giovane di prevalere sull’altro”. I carabinieri hanno identificato facilmente Stifani, grazie alle informazione del fratello rimasto illeso e alla presenza sul luogo del delitto dell’arma e della biciletta dell’assassino
13 giugno 2005
Corriere della Sera

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