Emergenza educativa

Come ogni anno l’inizio dell’anno scolastico diventa un ingranaggio complesso in cui si pianificano interventi didattici articolati, progetti dai nomi più strani che mirano a rendere l’attività educativa uno strumento flessibile e rispondente agli obiettivi del piano dell’offerta formativa dell’istituto.

Agli educatori e alla scuola si chiede quasi sempre, ormai, di essere un contenitore di esigenze individuali, familiari e territoriali capace di trasferire dalla carta e rendere operativi i percorsi didattici che confluiscono nelle diverse “educazioni”.

Non esistono più le unità didattiche ma le unità di apprendimento considerando l’alunno al centro della relazione educativa e dei suoi sviluppi.

L’insegnamento individualizzato, personalizzato richiede all’insegnante l’esigenza di diversificare gli strumenti, i metodi e i contenuti disciplinari perché ogni alunno ha tempi di apprendimento personali, necessità di acquisire concetti in modo differente da quelli degli altri compagni di classe.

Ma la scuola non è un segmento staccato della società, in essa si manifestano disagi sociali, familiari con i quali, per primo l’alunno ma anche l’insegnante e l’istituzione scolastica devono fare i conti.

Da qui l’emergenza educativa che si presenta ogni anno come una sfida perché non è facile adeguare e strutturare  ai diversi contesti, spesso critici e problematici, ciò che l’istituzione scolastica si prefigge.

La pressione sociale, l’emarginazione e la crisi del nucleo familiare rendono la relazione educativa complessa perché gli alunni trasferiscono naturalmente a scuola i loro problemi di adolescenti che spesso l’insegnante fa fatica a capire e a cogliere come segnale di un disagio profondo.

Affinché le varie educazioni ( che sulla carta si presentano come itinerari socialmente utili ) diventino un fertile terreno sul quale seminare bisogna cercare di insegnare e far crescere in ogni ragazzo quel senso di realtà e di autonomia delle scelte che oggi sembrano soffocate da false e virtuali illusioni, modelli di imitazione e di contagio sempre in agguato nel il gruppo dei pari.

L’emergenza educativa richiede attenzione da parte di tutti gli organi competenti, gli episodi di bullismo che passano agli “onori” della cronaca sono la cartina al tornasole della violenza, verbale e fisica, che preclude ed ostacola la crescita equilibrata di ogni adolescente.

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