Il bullismo omofobico

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Il bullismo omofobico è l’insieme di quei comportamenti violenti a causa dei quali un alunno o un’alunna viene esposto ripetutamente ad esclusione, isolamento, minaccia, insulti e aggressioni da parte del gruppo dei pari, di una o più persone che stanno nel suo ambiente più vicino.

In una relazione asimmetrica di potere, dove gli aggressori o “bulli” si servono dell’omofobia, del sessismo, e dei valori associati all’eterosessismo. (Platero e Gomes, 2007). La dinamica di sopraffazione propria del bullismo omofobico è diretta non solo verso gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, ma anche verso eterosessuali che escono fuori dagli schemi, adolescenti che si stanno interrogando sulla propria identità sessuale o persone che hanno amici, familiari o genitori omosessuali.
L’omofobia tende ad agevolare i ruoli di aggressore e di vittima grazie all’appoggio sociale.
Giocano infatti un ruolo centrale l’educazione (ricca di stereotipi di genere), il rifiuto familiare, la paura del contagio dello stigma, la normalizzazione dell’omofobia, che provoca un’interiorizzazione negativa della propria identità.
Ricordo inoltre che fra le cause del bullismo, non solo di tipo omofobico, vi sono un modello reattivo aggressivo, l’aggressività verso i coetanei, genitori e insegnanti, l’impulsività e il forte bisogno di dominare gli altri, la scarsa empatia, l’idea di poter accrescere il proprio prestigio, la tendenza all’autoaffermazione in un contesto competitivo, i meccanismi di disimpegno morale, la scarsa resilienza, la scarsa autoefficacia.
Secondo uno studio del prof. Vittorio Lingiardi sul rischio di suicidio, i giovani omosessuali sarebbero fino a tre volte più a rischio di suicidio. Lo studio è stato condotto su 2000 giovani lgbt italiani. Inoltre, il rischio diventa 8,4 volte più alto nelle persone lgbt tra i 21 e i 25 anni che vivono situazioni di forte rifiuto da parte della famiglia di origine
Da una ricerca (2014) invece del Dipartimento di Psicologia di Bologna è emerso che il 30% degli adolescenti ha subito offese o minacce su internet, il 28% è stato oggetto di pettegolezzi e offese diffuse ad altri, il 18% ha subito insulti giocando online,l’8% si è visto pubblicare foto o video imbarazzanti che lo ritraggono.

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