La gestione dell’emergenza con i bambini

Affrontare questo periodo critico è difficile per tutti ma i bambini risultano più indifesi e fragili psicologicamente.

Dalla psicologa e psicoterapeuta M. Rita Parsi accogliamo i consigli e i suggerimenti utili per relazionarci con i piccoli che si sono visti privati della loro libertà fisica e dei contatti con i coetanei. La psicologa fa riferimento a due comportamenti che gli adulti possono mettere in atto: trasformare l’evento facendolo apparire come un gioco oppure, purtroppo, trasferire ai bambini un forte stress emozionale.

Nel primo caso (ricordiamo a proposito il film “La vita è bella”) il genitore offre con disincanto e fantasia una visione della realtà completamente opposta che può far accettare in qualche modo le cose negative, nel secondo caso l’adulto non riesce a filtrare le proprie emozioni e da’ libero sfogo alla sua ansia.

Nei bambini, che naturalmente non si proiettano nel futuro,  sono importanti i punti di riferimento e le certezze del presente, se esse vengono meno possono sentirsi a disagio e  destabilizzati. La psicologa ci suggerisce di entrare empaticamente  nella sfera emotiva dei piccoli, dare  rassicurazioni su quello che sarà il dopo, ma nel contempo cercare di far loro accettare questo momento come una sorta di sfida che impegna tutti e che tuttavia nasconde in se’ una promessa, un “premio” dopo aver rinunciato a tante occasioni mancate.

Il riferimento al piccolo principe di A. de Saint Exupery è emblematico: “ciò che rende bello il deserto è il fatto che da qualche parte si nasconde un pozzo”. Anche il deserto e le  privazioni nascondono il segreto dell’attesa che conduce ad una scoperta, il nuovo aspetto della vita che deve essere comunque insegnato e trasmesso per far sì che tutto dopo diventi più bello e qualitativamente migliore.

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