Laboratorio sociale: Lavorare con i minori


LABORATORIO SOCIALE

Il lavoro con i minori

Il progetto “laboratorio sociale: il lavoro  con i minori” nasce dalla volontà di offrire uno spazio di lavoro condiviso a professionisti che operano nel campo del benessere dei soggetti in età evolutiva.
Il principio teorico che guida la realizzazione dell’intervento consiste nella convinzione che attraverso processi di analisi e di scambio i diversi attori sociali che intervengono in ambito minorile possano arricchire il proprio bagaglio di competenze relazionali.
E’ infatti la relazione che il professionista instaura con il minore  a rappresentare il tema centrale attorno al quale si snoda il percorso esperenziale del laboratorio.
Il pre-adolescente e l’adolescente, siano essi in una condizione di agio o di disagio, rappresentano  un polo della relazione; dall’altra parte c’è l’adulto, il professionista con i propri limiti, l’educatore con i suoi “tabù”, con le sue parti oscure,con le sue aree di intervento ostiche ed “ostili”.
E’ evidente  che affinché la relazione possa rappresentare uno strumento efficace di intervento è indispensabile che il professionista sia in grado non solo di riconoscere il mondo emotivo del minore, ma anche che sappia guardare verso sé stesso riconoscendo le proprie difficoltà e i propri punti di forza.

Il laboratorio espressivo è dunque formazione, un percorso conoscitivo volto alla scoperta o alla ri-scoperta di strumenti di lavoro. Il processo formativo, così come in ogni forma di apprendimento, si sviluppa nel tempo rimanendo attivo al di là del qui ed ora in cui avviene. All’interno del gruppo di formazione ognuno impara dagli altri ed ha la possibilità di sperimentare direttamente i conflitti, le tensioni, le ostilità che normalmente si incontrano nei gruppi sociali. Il professionista all’interno del gruppo si raffronta, si forma, in un processo evolutivo che mira non qui all’acquisizione di conoscenze statiche e definitive quanto piuttosto allo sviluppo di competenze,  al miglioramento della capacità di stare in forme provvisorie, mutevoli, per essere disponibili a trasformare e ad essere trasformati dal contesto.

Ma non solo: il laboratorio è anche palestra di esperienze.
Il gruppo diviene qui risorsa e strumento di intervento, lo spazio mentale e reale all’interno del quale il professionista ha modo di confrontarsi e riflettersi, incrementando  la propria capacità di cogliere nessi tra temi ed emozioni, fra affetti e storie, tra dimensioni prevalentemente interne (identità professionale, rapporto con il proprio lavoro) e dimensioni prevalentemente esterne (rapporti con l’utenza, con la cultura organizzativa).
Attraverso l’ appropriazione dei propri contenuti emotivi è possibile restituire al professionista il ruolo di protagonista del proprio lavoro.

Il laboratorio è infine supervisione: uno spazio di riflessione comune e di pensiero condiviso tra professionisti che, pur non operando nel medesimo contesto, hanno in comune un’esperienza di lavoro nell’ambito minorile. La poliedricità delle diverse esperienze, la possibilità di spaziare dall’agio al disagio, la differenza tra ambiti di intervento diversi diventa qui ricchezza, patrimonio comune dal quale poter attingere al fine di riempire il proprio bagaglio personale.

Destinatari:

Il laboratorio espressivo è rivolto a professionisti che operano in ambito sociale con pre-adolescenti e adolescenti.
Nello specifico esso si rivolge a:
•    psicologi
•    operatori di comunità
•    operatori socio sanitari
•    educatori
•    assistenti sociali
•    altri profili professionali
•    tirocinanti
•    laureandi o laureati in psicologia, scienze della formazione, scienze dell’educazione

Metodologia:

La metodologia proposta verte soprattutto sull’utilizzo di strumenti capaci di coinvolgere il partecipante al laboratorio in maniera attiva mettendo in gioco sé stesso per mezzo del riconoscimento delle proprie emozioni, degli stati di conflittualità e degli specifici vissuti personali connessi allo svolgimento dell’attività professionale.
In tal senso gli strumenti di lavoro elitari sono:

–    drammatizzazione
–    giochi di ruolo
–    esercizi sensoriali
–    la simulata
–    la scultura e la scultura in movimento
–    focus group
–    brainstorming
–    circle time
–    analisi dei casi

Il laboratorio è rivolto a professionisti che operano nel mondo dell’agio e del disagio; Agio e disagio sono qui contesti tra loro complementari che rappresentano fonte di  ricchezza comune. La possibilità di confrontarsi con operatori che intervengono con utenze diverse ma al contempo omogenee rispetto alle dimensioni evolutive diventa occasione di crescita professionale, condivisione e scambio.
In tal senso, il laboratorio è destinato a: operatori di comunità, case famiglie, centri aggregativi, animatori, assistenti domiciliari, assistenti sociali, ecc..
Il laboratorio è aperto anche a coloro che, pur non lavorando stabilmente in ambito sociale, sono intenzionati a svolgere un’esperienza pratica in tale contesto di intervento. 

Tecniche di conduzione:
La metodologia proposta verte soprattutto sull’utilizzo di strumenti capaci di coinvolgere il partecipante al laboratorio in maniera attiva mettendo in gioco sé stesso per mezzo del riconoscimento delle proprie emozioni, degli stati di conflittualità e degli specifici vissuti personali connessi allo svolgimento dell’attività professionale
In tal senso gli strumenti di lavoro elitari sono:
–    drammatizzazione
–    giochi di ruolo
–    esercizi sensoriali
–    la simulata
–    la scultura e la scultura in movimento
–    focus group
–    brainstorming
–    circle time
–    analisi dei casi

La formazione del gruppo:
Il gruppo di lavoro sarà costituito da un minimo di 5 ad un massimo di 8 partecipanti. Qualora il numero di iscritti risulterà superiore rispetto ai posti a disposizione si provvederà ad organizzare nuovi gruppi di lavoro in giorni da concordare.
 

Programma

Prima giornata- Venerdì 26 maggio 2006 ore 10.30-13.30  14.30-18.30

•    Rabbia, frustrazione, delusione di adolescenti e adulti.
•    L’autolesionismo, la fuga, l’aggressione. Il vortice degli agiti.
•    Le bugie del minore: il naso di pinocchio.

Seconda giornata- Sabato 27 maggio 2006 ore 10.30-13.30  14.30-18.30

•    Ipercoinvolgimento e burn-out.
•    L’operatore tra la testa e la pancia.
•    Risonanze e collusioni: un gioco di specchi.
•    Io ti salverò. Il delirio di onnipotenza.
•    Ipercoinvolgimento e burn-out.

Terza giorn
ata- Domenica 28 maggio 2006 ore 10.30-13.30  14.30-18.30

•    I confini tra giovani e adulti: limiti tra mente e corpo.
•    Chi ha paura dell’uomo nero? La famiglia del minore.
•    Accudimento, cura e autonomia. Una difficile conciliazione.
•    Solitudini a confronto.

Date e Luogo
Il laboratorio si terrà presso la sede dell’associazione ITER, sita a Pistoia, in via Bonellina 12 nei giorni
26, 27, 28 maggio 2006.
La sede, posta in prossimità della stazione ferroviaria (550 mt) e dello svincolo autostradale è facilmente raggiungibile.
Per coloro che ne faranno richiesta sarà possibile usufruire di convenzioni con alberghi e ristoranti.

Iscrizioni

Per ulteriori informazioni e per richiedere il modulo di iscrizione contatta la segreteria organizzativa all’indirizzo mail: areaformazione@associazioneiter.org . Telefono 05731941178
La quota di iscrizione al corso è di 220 euro (Iva inclusa)
L’iscrizione va effettuata entro e non oltre il 18 maggio 2006.

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