Nuove punizioni: niente Playstation e cellulare

Tratto da Repubblica

I risultati di una ricerca dell’IPsA: solo il 15% delle famiglie dichiara di seguire "sanzioni educative" tradizionali.

E i genitori cambiano le punizioni: "Niente playstation e cellulare"
di AMALIA MATTEUCCI

Bacchettate sulle mani, ceffoni o cene saltate esistono ancora, ma solo nei racconti dei nonni. Per i ragazzi di oggi la bravata si paga a colpi di puntate saltate del programma preferito o con il sequestro del cellulare da parte di mamma e papà.

Così solo il 15 % delle 435 famiglie su cui è stato svolto uno studio dell’IPsA – istituto internazionale di studi transdisciplinari – si dichiarano affezionate ai vecchi metodi educativi, mentre l’85% individuano nella privazione di telefonini, play station e computer, il metodo più efficace.

Per il 23% dei figli maschi la punizione peggiore è tenere spenta la tv mentre va in onda la Domenica sportiva o il Wrestling, mentre al 25% delle ragazze viene tolta la possibilità di seguire le vicissitudini amorose dei protagonisti della soap opera preferita.
Il 55% delle adolescenti, in caso di disobbedienza, deve consegnare il cellulare, punizione che viene applicata ai ragazzi solo nel 48% dei casi. Per il 13% degli adolescenti irrequieti c’è una giornata senza pc e il 18% deve fare a meno della paghetta settimanale.
In rari casi (9%) i giovani saltano le uscite con gli amici e in rarissimi (appena il 2%) vanno a letto senza cena.

"L’area sensibile su cui i genitori pensano di poter intervenire per educare i propri figli- spiega il professor Massimo Cicogna – è l’uso quotidiano degli strumenti di divulgazione mediatica o di comunicazione che hanno sostituito le bambole e i soldatini. I ragazzi cominciano a socializzare prestissimo, dall’asilo nido e la loro esistenza si basa sul continuo confronto con i coetanei su cose ‘alla modà come può essere l’ultimo videogioco o l’ultima puntata del reality di turno. Essere isolati e tagliati fuori dalla conversazione implica una frustrazione che attribuisce il valore alla punizione".

Ma si tratta di metodi efficaci per ottenere ubbidienza?
"Sicuramente si colpiscono i giovani su qualcosa a cui tengono e quindi il deterrente è forte, ma da questa ricerca è emerso che l’autorevolezza genitoriale è in forte calo. Prima la punizione peggiore per un giovane era la perdita di stima del genitore. I padri illuminati non applicavano pene corporali per sanzionare i comportamenti dei figli: era sufficiente togliere loro la stima per ottenere il risultato voluto. Oggi i veri padri sono i protagonisti dei programmi tv e la stima che i ragazzi non vogliono perdere è quella del gruppo".

(27 marzo 2006)

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