Smentito atto di bullismo a Treviso – non era un cappio al collo

Tratto da  La Repubblica
 
Per la responsabile della scuola si è trattato solo di "un gioco"
Ieri si era parlato di un "cappio al collo di un bambino"
Bullismo a Treviso,
la direttrice smentisce

TREVISO – Era sembrato l’ennesimo episodio di "bullismo". Più brutale del solito, con un ragazzino di sette anni costretto da quattro compagni più grandi a mettersi una corda attorno al collo e a ricevere poi calci e pugni. Invece pare che il bullismo non c’entri affatto, almeno a sentire la direttrice della scuola elementare nel Trevigiano che è stata teatro della vicenda.

Laura Casagrande, infatti, ha deciso di vederci chiaro, e dopo aver sentito i quattro bambini in presenza della loro maestra è arrivata alla conclusione che, al massimo, quanto accaduto può essere classificato come "un banale incidente di gioco".

I quattro, secondo la versione della preside, avrebbero raccolto da terra una funicella normalmente usata della bambine per saltare alla corda e l’avrebbero avvolta attorno al corpo del compagno più piccolo. Niente cappi, dunque, né premeditazione. "Volevamo solo farlo stare un po’ tranquillo", hanno detto i ragazzini, spiegando che il bambino oggetto delle presunte violenze ha l’abitudine di ricercare la compagnia dei ragazzi più grandi e spesso attira l’attenzione anche con contatti fisici un po’ troppo esuberanti. Poi, nel cercare di togliersi di dosso la corda, il piccolo della prima elementare l’avrebbe sollevata verso l’alto procurandosi da solo le leggere abrasioni intorno al collo.

 
"Dei bambini di dieci anni – fa osservare la direttrice – non sono certo in grado, come si è cercato di far credere, di realizzare un cappio". In più è stato fatto osservare che il cortile della scuola non ha angoli nascosti, essendo l’edificio addossato ad un pendio, e che perciò quanto accaduto quella mattina si è svolto sotto gli occhi di varie insegnanti, nessuna delle quali ha ravvisato qualcosa di anomalo nei giochi dei ragazzini.

La vicenda era stata resa pubblica ieri dal quotidiano la Tribuna di Treviso, che riportava una breve intervista con il bimbo e con i suoi genitori. Si era parlato di una vendetta, per qualche calcio sferrato da un gruppo di bambini più piccoli contro quelli più grandi. E si era detto che la violenza era stata premeditata, perchè i quattro "accusati" avevano portato il piccolo sul retro della scuola. Circostanze che ora vengono tutte smentite dalla preside: "Per me la storia finisce qui – conclude la Casagrande – ma come scuola ci sentiamo diffamati e valuteremo eventuali risposte"…

(10 marzo 2003)

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