Stress e malattia – il ruolo della rassegnazione

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L’epidemiologia ha accertato un profondo cambiamento delle malattie nei paesi occidentali, con uno spostamento crescente da malattie infettive verso malattie legate a stress o di tipo degenerativo.

Disturbi cardiovascolari, ulcere, malattie psicosomatiche ne sono un esempio.

Le emozioni tendono a tradursi in alterazioni funzionali come sbalzi della pressione, palpitazioni cardiache, disturbi digestivi, lesione de tessuti.

Le ricerche dimostrano che se un individuo è sottoposto a stress improvvisi, o frequenti o prolungati, è molto probabile che si ammali.

Dietro molte malattie vi sarebbero fattori psicologici, soprattutto quando saltano equilibri di vita, o ci si trova esposti a difficoltà, tensioni, frustrazione.

È comune che in queste circostanze gli individui si rassegnino e subiscano per un tempo prolungato la condizione stressante.

La rassegnazione ha effetti negativi sulla psiche e sul corpo; la rassegnazione rimanda ad un vissuto cronico di impotenza e non ha nulla a che fare con l’accettazione, che invece pone l’individuo verso un fronteggia mento funzionale.

Rassegnarsi significa non stare bene e subire un contesto senza far nulla per migliorarlo o modificare le condizioni interne ed esterne.

Una posizione passiva, frustrante, stressante che condurrà prima o poi a un accumulo e quindi all’insorgenza di una malattia.

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