“SUPERARE LE SBARRE INTERIORI: LA VOLONTA’ DI PROPORLO, LA VOLONTA’ DI FARLO”

Corso di Formazione 2008/2009:

“SUPERARE LE SBARRE INTERIORI: LA VOLONTA’ DI PROPORLO, LA VOLONTA’ DI FARLO”

Formazione specifica di volontari da inserire in affiancamento nei progetti teatrali che svolgiamo nelle carceri, specializzazione di figure professionali per nuovi inserimenti nei ruoli artistici e tecnici dei nostri spettacoli (che sono il nostro modo di proporre il volontariato) e aggiornamenti professionali volti a migliorare le capacità d’intervento.

 

In occasione di altre precedenti esperienze nell’ambito della formazione, abbiamo rilevato un notevole interesse da parte delle persone che ci avvicinano per intraprendere la strada del volontariato, all’attività teatrale che svolgiamo all’interno delle carceri ed un notevole aumento dell’utenza che chiede di partecipare alla nostra attività.

Per questo motivo stiamo organizzandoci per proporci ad altri Istituti di Reclusione in modo da potenziare il nostro intervento in questo settore, con il conseguente bisogno di dover formare ulteriori figure che possano essere professionalmente in grado di affrontare questo tipo di intervento.

      Il carcere è innanzitutto, nell’immaginario collettivo, un luogo di isolamento dove l’accesso non è consentito agli esterni, entrare in un carcere non è cosa facile, esistono molte regole da rispettare ed è fondamentale il comportamento e l’approccio dell’operatore che si appresta a lavorare in questo contesto.

      Tale attività prevede una preparazione idonea e strettamente mirata che va abbinata alla preparazione tecnica e artistica per consentire un’adeguata formazione che consenta di operare in un contesto particolarmente “critico” come quello oggetto di intervento.

      Il musical infatti (che è la forma di spettacolo che proponiamo solitamente per la realizzazione dei nostri spettacoli) può essere una via per facilitare la ri-socializzazione di soggetti in condizione di grave emarginazione, uno strumento per migliorare la percezione di se stessi e della realtà, soprattutto nei soggetti svantaggiati, più sensibili e spesso meno disponibili a mettersi in gioco.

      Il nostro lavoro principale nasce appunto nei luoghi dove esiste una massima concentrazione di disagio, e consiste nella formazione di un gruppo teatrale che potrà continuare il cammino intrapreso all’interno degli Istituti di reclusione, inserendosi poi (una volta terminata di scontare la pena) nella compagnia teatrale dell’Associazione, composta da tipologie di utenze molto differenti tra loro, ma che riesce ad amalgamarsi completamente nonostante le diverse problematiche soggettive e le differenze di età; che porta il suo contributo in modo continuativo anche in ospedali, case di riposo per anziani, dormitori pubblici, ecc.

      Il lavoro fino ad oggi svolto, gli ottimi risultati raggiunti in termini di formazione, anche grazie ai precedenti progetti presentati in collaborazione con il Ciessevi di Milano, ci hanno permesso di farci conoscere oltre i confini regionali e, soprattutto, di presentare questa metodologia innovativa di fare volontariato in contesti di grave marginalità sociale quale il carcere per l’appunto.

      Abbiamo l’intenzione, al fine di poter aspirare ad un risultato sempre migliore e di poter far fronte a tutte le richieste di intervento, di qualificare le risorse volontarie presenti e le eventuali nuove che potrebbero presentarsi anche in corso d’opera, attraverso un’attività di formazione specifica, per costituire un futuro team in grado di portare avanti più progetti contemporaneamente senza dover tralasciare settori indubbiamente importanti, come purtroppo spesso accade, per mancanza di volontari con competenze sufficienti a poterci affiancare in autonomia.

 

 

PROGRAMMA DEL CORSO DI FORMAZIONE

 

dal 9 novembre 2008 all’ 8 novembre 2009 tutte le domeniche mattina dalle h. 10.00 alle h. 15.00.

 

Obiettivo formativo generale

·         Sviluppare competenze, abilità e sensibilità specifiche per la realizzazione di interventi di teatro sociale all’interno degli istituti di pena (utilizzando la tipologia specifica del musical).

 

Attività programmate

Le attività programmate prevedono esercizi di coordinazione motoria, di comunicazione verbale e non verbale, di dizione, di gestualità, di mimica, di prosemica, di recitazione guidata e improvvisata al fine di costituire un gruppo stabile, capace di attuare rappresentazioni teatrali, all’interno di contesti “difficili”, con modalità e tempi prestabiliti.

 

Risultati attesi

Potenziamento e formazione dei nuovi volontari (e aggiornamento di quelli già esistenti) nel campo della terapia riabilitativa mirata al reinserimento sociale dei soggetti sottoposti a restrizione della libertà al fine di costituire un futuro team in grado di operare, in maniera sempre più autonoma, per svolgere questo tipo di volontariato anche in altri istituti di pena all’interno del territorio lombardo.

 

Obiettivi formativi specifici

·         Promuovere la conoscenza diretta di metodi, tecniche e teorie di teatro sociale (tipologia musical), per il recupero ed il reinserimento dei detenuti, favorendo la loro risocializzazione, il contatto con il mondo esterno e l’auto-determinazione;

·         utilizzare tecniche teatrali quali la danza, il canto e la recitazione, in programmi di integrazione sociale ed educativa studiati specificatamente per gli ospiti degli istituti di pena;

·         sviluppare i fattori dinamici che determinano attività come il ballo, il canto e la recitazione nelle realtà degli istituti di pena, diventando così, strumenti di socializzazione della popolazione detenuta nell’ambito dell’educazione, della cura di sé e dell’interrelazione con gli altri, attraverso la conoscenza e la pratica di questi particolari linguaggi artistici.

 

Attività programmate

·         organizzazione dello spazio e del tempo;

·         rimodellamento della sfera esperienziale per investire  oltre al corpo, alla mente, al linguaggio, anche le relazioni o meglio gli schemi di relazione interpersonale;

·         riconoscimento delle proprie emozioni e gestione delle relazioni;

·         prove e dimostrazione di lavoro;

·         organizzazione delle prove e impegno richiesto attraverso la realizzazione di uno spettacolo-dimostrazione finale.

 

Risultati attesi

·         rimodellamento della sfera esperienziale per investire oltre al corpo, alla mente, al linguaggio, anche le relazioni o meglio gli schemi di relazione interpersonale;

·         comprendere/interpretare i bisogni del gruppo e dei singoli, in modo da progettare interventi coerenti con lo sviluppo del
le potenzialità di crescita personale e di inserimento e partecipazione sociale;

·         acquisire tecniche di animazione dei gruppi in modo da gestire le dinamiche di interazione;

·         utilizzo creativo dei materiali per la creazione delle attività teatrali;

·         acquisire tecniche per stimolare/motivare i futuri utenti  a partecipare alle attività preposte, garantendone il loro coinvolgimento;

·         acquisire tecniche per sapersi collocare correttamente all’interno della relazione tra utenti, educatori e  guardie carcerarie assicurando l’efficacia dell’intervento;

·         acquisire tecniche di osservazione per imparare ad osservare i comportamenti degli utenti in maniera sistematica, al fine di raccogliere elementi informativi utili al processo di valutazione;

·         acquisire tecniche per saper valutare i risultati raggiunti in termini di coerenza rispetto agli obiettivi definiti nel progetto iniziale.

 

Metodologie d’intervento

       Il percorso formativo che si intende proporre vuole offrire un’opportunità di approfondimento sulle metodologie sperimentate e atte al raggiungimento del successo del progetto prefissato, sulle implicazioni terapeutiche del teatro (musical) per tutti coloro che desiderano un approccio artistico sviluppato in questo luogo: il carcere, in cui gli utenti, i detenuti, vivono la loro quotidianità, in situazioni ristrette e psicologicamente molto particolari.

L’apatia, la noia, la mancanza di interessi, sono le prime cose che appaiono visibilmente, ma con l’evolversi del corso, si possono riscontrare significative modificazioni in termini di collaborazione e creatività: ottenere la loro partecipazione attiva agli incontri, ottenere da loro propositività, intraprendenza, creatività, ricchezza di idee nuove e mostrare un livello di energia prima del tutto inesistente, stimolarli ed uscirne altamente motivati, riuscire a riscontrare inoltre una notevole riduzione dei disturbi dell’umore.

      Come evitare alcuni vissuti depressivi oppure ridimensionarli notevolmente, aiutare i detenuti ad apparire più allegri e sorridenti ed alzare visibilmente il tono dell’umore.

      Un’altra particolarità spesso difficile da gestire è l’aggressività che in alcuni casi, può rischiare di compromettere l’intero gruppo e il lavoro. Dopo una serie di incontri in cui si lavora sul movimento corporeo attraverso la danza, i soggetti possono arrivare ad essere più calmi e controllati, con livelli di aggressività ed ansia decisamente ridotti, se non addirittura, in certi casi, eliminati.

La metodologia formativa alternerà fasi di lavoro pratico di conduzione di gruppo teatrale, progettazione, sperimentazione di processi e dinamiche di gruppo e di comunità, a fasi di riflessione e sistematizzazione delle competenze e delle sensibilità maturate, a fasi di rielaborazioni di gruppo di situazioni concrete, sperimentando soluzioni e ipotesi alternative confrontando,  sempre all’interno dell’area del disagio, situazioni sociali diverse.

      La durata del percorso formativo sarà di 270 ore distribuite in sessioni intensive, concentrate nei fine settimana, per dare modo a tutti i  volontari di partecipare alle lezioni proposte; le materie previste sono le seguenti così articolate:

 

·         Comunicazione verbale e non verbale                                       

·         Tecniche di regia                                                                                

·         Elementi di coreografia                                                           

·         Tecniche di meditazione                                                          

·         Elementi di scenografia                                                           

·         Elementi di costumistica                                                          

·         Elementi di psicologia, lavoro di gruppo con utenze specifiche                 

 

      All’interno di ogni materia verranno trattati i seguenti argomenti:

 

1.      Principali resistenze e difficoltà a cui va incontro chi intende prestare opera di volontariato in contesti di questo tipo (conoscenza dei propri limiti, elencazione dei limiti oggettivi imposti dal sistema giuridico esistente, necessità di adottare un comportamento professionale ma al tempo stesso “distaccato”, riconoscimento della sindrome di burn-out e suoi strumenti di misura ecc.).

2.      Il linguaggio delle emozioni (sblocco e conoscenza del sistema emozionale: immagine, emozione, gesto).

3.      Improvvisazione guidata: metodologia della sonda psico-emotiva coadiuvata da stimoli prevalentemente sonoro-musicali, metodo d’Improvvisazione.

4.      Il linguaggio del corpo (principi della gestualità (tecniche base, il corpo e lo spazio (tecniche base), utilizzo drammatico di testi e canzoni (tecniche base), sequenze di movimento e coreografie (tecniche bas
e), fatica, emozione, memoria, sicurezza, coordinazione (tecniche avanzate).

5.      Utilizzo di testi e canzoni personalizzati (tecniche avanzate).

6.      L’arte di osservare (la lettura del comportamento attraverso il linguaggio non verbale, l’osservazione non interpretativa, l’improvvisazione in funzione della lettura del comportamento).

7.      Voce (respirazione e fonazione: dalla fisiologia naturale al riconoscimento della voce organica (tecniche base), il corpo della voce e la voce del corpo: risuonatori organici (tecniche base), i colori della voce (tecniche base), coordinazioni psico-fisiche e immaginative (tecniche base), urlo primario (tecniche base), canto e recitazione: due modi differenti di utilizzare la voce in un unico spettacolo (tecniche base e avanzate).

8.      La conoscenza delle proprie potenzialità (la conoscenza di se stessi, riappropriarsi del proprio mondo emotivo, rileggere le proprie scelte, superare i propri limiti e la propria situazione di marginalità attraverso il musical, diventare protagonista, riscattando un vissuto di esclusione comune ai membri detenuti del gruppo, vivere gli spazi angusti del carcere in modo diverso, riappropriandosi dei propri spazi, sia fisici che mentali, ridefinendo degli spazi e dei tempi per sé.

9.      Sentirsi un “protagonista” (il bisogno di essere protagonisti di qualcosa, di mettersi in evidenza in un contesto sociale caratterizzato dall’emarginazione o dai vissuti di esclusione, essere riconosciuti nell’ambito familiare o dal gruppo: le principali motivazioni che spingono a compiere il reato; la scelta di un’identità negativa: meglio che non esistere e consente di sentirsi parte di un gruppo sociale; accedere ad un’altra dimensione, dove possono essere per esempio ciò che vogliono, senza pagarne le conseguenze, oppure sperimentare parti sconosciute di sé, o ancora mettersi nei panni dell’altro).

10.  Attività di gruppo (tecniche di drammatizzazione e di ballo (avanzate), la preparazione dei costumi, dal disegno al cartamodello, le caratteristiche dei costumi adatti ad un musical, la preparazione delle scene, dalla progettazione alla costruzione, le caratteristiche delle scenografie adatte ad un musical.

 

Sedi del corso di formazione:

 

Ø       Sede degli Angel Service – Via Vallazze, 104 (metropolitana Lambrate)

 

Per informazioni specifiche: Associazione Culturale Oltre l’immagine

Referente: Antonella Baldo Capilvenere

cell. 338.3976815

e-mail: progetti@oltrelimmagine.org

sito internet: http://www.oltrelimmagine.org

 

 

Il progetto è finanziato dalla Provincia di Milano.

 

Si ricorda che la partecipazione a questa attività è gratuita per volontari e aspiranti volontari.

 

E’ richiesta l’iscrizione all’Associazione che darà diritto alla tessera associativa annuale ed è comprensiva dell’assicurazione.

 

Per accedere ai corsi di formazione è necessario iscriversi, compilando il modulo on line sul sito http://www.oltrelimmagine.org/contatti.htm completo dei dati obbligatori richiesti.

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