Under 30: in ferie con sms ed e-mail

Tratto da Corriere

Un fenomeno che può preludere ad altre forme di dipendenza

Secondo alcuni neurologi sta crescendo una generazione di «drogati» dalla tecnoloogia. 

Ormai il 95% degli under 30 italiani non rinuncia alla tecnologia neanche in vacanza: una generazione "drogata", che non può più fare a meno dei suoi strumenti "di lavoro".

La tesi è sostenuta da Rosario Sorrentino, neurologo e direttore dell’Unità italiana attacchi di panico (Uiap). «Il pericolo di questo approccio è quello di mettere "in panchina" il cervello: la nostra materia grigia funziona solo part-time, si riduce l’attenzione al contesto e si rischia di disimparare a socializzare».

L’attesa di un messaggio, di una chiamata o di una mail soddisfa rapidamente la fame di novitá, l’incertezza di ricevere una risposta dá emozione e questo libera la dopamina, l’ormone del piacere ‘chiavè nello scatenare le moderne dipendenze. In pratica, la cellulare-mania e la compulsione tecnologica hanno un meccanismo simile alla dipendenza dal gioco d’azzardo, alla sindrome da shopping o alla cleptomania.

«Dietro l’angolo – avverte Sorrentino – ci sono altre dipendenze, favorite dalla mania per telefonini e pc». Come l’abuso di alcolici, o la sindrome da shopping. E ancora: «Questo fenomeno sta rivoluzionando il linguaggio, impoverendolo: la generazione hi-tech usa sigle, abbreviazioni, simboli, poche parole sempre uguali e una strana punteggiatura. Così si perde l’abitudine alla ricchezza del linguaggio».
02 agosto 2006

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