La psicologia delle folle

Lo studio dei fenomeni collettivi si sviluppò alla fine del XIX secolo a causa di importanti eventi che trasformarono la società: industrializzazione, inurbamento, condizioni di miseria, rivolte, aumento della popolazione.

La psicologia delle folle si diffuse nei diversi ambiti culturali europei influenzando il pensiero critico degli studiosi dei gruppi e delle influenze sociali. I contributi significativi furono dati da Gustave Le Bon e da Scipio Sighele (“La folla delinquente” 1891) e in seguito anche da Tarde e Freud.

Le Bon, psicologo e sociologo francese, nei suoi scritti sosteneva la” legge dell’unità delle folle” mettendo in evidenza come nella folla l’individuo subisce una radicale trasformazione e compie azioni che altrimenti non compirebbe perché perde il controllo di sé venendo meno il senso di responsabilità e i freni inibitori.

Nasce, secondo Le Bon, “ un’anima collettiva” che trasforma, per contagio, gli individui appartenenti al gruppo i quali accettano imperativi a loro indirizzati come in una condizione di ipnosi.

Le folle sono intellettualmente inferiori rispetto agli individui che le compongono e  la perdita di inibizione individuale può determinare una determinata condotta (“ moralità della folla”).

Questo nuovo comportamento del gruppo configura una situazione in cui “ l’irreale predomina sul reale”. Gabriel Tarde, psicologo e sociologo francese, respinge la definizione di folla di Le Bon.

Egli è convinto che nella folla si conservino le differenze individuali e parla di “imitazione” e non di “contagio”. Anche Freud come Tarde sostiene che le pulsioni individuali nelle folle non sono diverse da quelle preesistenti nel singolo individuo.

Gli studi sui fenomeni collettivi proseguirono attingendo contributi significativi dalla psicologia sperimentale.

Gli studi di Zimbardo del 1969 mostrarono come l’individuo nel contesto del gruppo tende ad acquisire un comportamento impulsivo, irrazionale e regressivo che determina una deindividuazione del soggetto.

Egli perde l’identità personale e il senso di responsabilità e consapevolezza nell’agire uniformandosi al contesto in cui si trova e manifestando comportamenti aggressivi e antisociali.

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