Stanchezza, surmenage, esaurimento?

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Chi di noi non ha pronunciato almeno una volta la frase “sono stanco”?

Si tratta certamente di una frase molto utilizzata, spesso legata all’area del lavoro, che può avere significati molto diversi.

La stanchezza è una conseguenza naturale, fisiologica di una attività di lunga durata, ed è passeggera. Non si tratta di uno stato di pericolo e può essere utile sia dal punto di vista organico che psichico. Il problema è dosarla, cioè non accumularne in misura tale da stressare l’organismo e la mente.

Il surmenage è la conseguenza di una attività con ritmo esagerato e prolungato, senza riposo o recupero, oltre la naturale sopportazione dell’individuo e può diventare patologica.

L’esaurimento è la conseguenza del surmenage ed è caratterizzato da irritabilità, insonnia, deficit di memoria, deficit di concentrazione e del pensiero.

Possono comparire somatizzazioni, e malattie psicosomatiche quali la cefalea tensiva, l’ulcera gastrica, l’ipertensione.

Se nel quotidiano non è possibile evitare stanchezza e ritmi intensi, diventa necessario compensare e contrastare i rischi di un esaurimento attraverso attività piacevoli, attività ricreative e buon uso del tempo libero.

Divertirsi, rilassarsi e arricchirsi con nuove esperienze proteggono dallo stress prolungato e dai conseguenti disturbi dell’umore, d’ansia e psicosomatici.

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